L'Azione e i Tag di Locazione

Un'azione si scrive usando la prima persona singolare per il parlato (“Ciao, come stai? Io sto bene!”) e la terza persona singolare per l'azionato (“osserva l'amico”), adoperando come tempo verbale per l’azione unicamente l’indicativo presente per rispettare il livello della contemporaneità della giocata. E' bene distinguere il parlato dall'azione, scrivendo il primo in simboli appositi, quali parentesi tonde ( ), quadre [ ] o caporali < >. La stringa dell'azione, poi, si divide in due parti: nella prima, più piccola, andrà specificato il luogo della chat, più o meno preciso, in cui si muove il personaggio (“spiaggia – nord, vicino agli scogli”); nella seconda, andrà scritta l'azione vera e propria. Nell'azione si descrive ciò che compie e/o dice il nostro personaggio (preferibilmente con un linguaggio curato e chiaro, né troppo aulico, né troppo elementare), com'è abbigliato o comunque come sia il suo aspetto (se stanco, pimpante, sereno…). Bisognerà, in pratica, descrivere, quanto più esattamente possibile, ogni elemento prettamente visibile, evitando categoricamente tutti i parametri impossibili da cogliere (e dunque invisibili) per un altro personaggio, quali pensieri ed emozioni interiorizzate (esempio, una mano tremante, che potrebbe far intendere un vasto assortimento di sensazioni, è ok se descritta, poiché è un elemento sensibile alla vista; non è ok sciorinare il film mentale coi violini e i petali di rose che il personaggio abbia in quel momento nella testa!).

Dopo tutto questo, ecco un'azione di esempio:
Kristin [mercato – zona est]: osserva, con un certo interesse, la mercanzia del gioielliere dinanzi a lei <Mmmmh> borbotta <carino quel bracciale... > esclama con tono pensoso. I suoi occhi, poi, si posano sul cartellino che espone il prezzo <Eh, mi sa che dovrò fare gli occhi dolci a Martin...> storce le labbra a quel pensiero, mentre si avvia per altre bancarelle. Anche oggi l'addetta all'archivio è vestita col solito abito da lavoro beige, dalle maniche lunghe e dritte, e calza le ormai sdrucite pianelle nere. I capelli neri sono tenuti sciolti e lisci, tormentati a tratti dalle veloci dita sinistre, mentre col braccio destro tiene, tra la sua mano dritta e il fianco, un cesto da riempire di acquisti, ancora vuoto.

Riguardo alle tempistiche di gioco, di ingresso, uscita o semplici, è bene ricordare di non compiere più azioni complesse in un solo invio (si può, certamente, bere una coppa di vino mentre si chiacchiera con un amico, ma non si può percorrere qualche metro a piedi, entrare in locanda, prendere posto e ordinare tutto in un’unica azione!) e si consiglia, infine, di non accumulare, in un invio piuttosto lungo, azioni su diversi piani temporali, per evitare perdite di pathos e spezzare così i momenti di gioco: meglio azioni consequenziali di media lunghezza “botta e risposta”!